Innanzitutto, tutto ciò che seguirà nelle prossime righe necessita una doverosa citazione per il “decalogo di Assago” al quale si ispirano le fondamenta del pensiero leghista. Il Professor Gianfranco Miglio, Senatore scomparso nel 2001, partiva dalle autonomie nella costituenda Unione Italiana. I plebisciti posti all’articolo tre – che prevedeva un’allineamento delle regioni a statuto ordinario alle competenze delle speciali- richiamano al diritto di au
todeterminazione dei popoli. Plebisciti che consentirebbero oggi , nell’Unione Europea, una potenziale adesione o meglio appartenenza ad una macroregione che vada oltre la divisione dei confini degli Stati membri. Ma non è certo il Tirolo unito ciò che oggi, con questa UE, si potrebbe auspicare a breve. Semmai – e da subito, si dovrà lavorare per una maggiore forza di tipo federale per la Regione Trentino Alto Adige. La massa critica è già quasi pronta. Dai giovani verdi, passando per la nuova dirigenza SVP – il duo Theiner-Widmann pare riuscire a prendere il volo nel prossimo congresso- si arriva al tema caldeggiato da tempo dalla destra tedesca: l’autodeterminazione. Partendo da un forte senso di autonomismo, ormai ingessato , si è scatenato il senso pragmatico del voler scegliere, del bisogno di saper decidere. Si libera quel volere essere determinati partendo dalla libertà individuale dei singoli cittadini. Lo stesso Miglio scriveva di “Machtspruch”, concetto che fino ad ora è stato espressione della politica del partito di raccolta. La fedeltà indissolubile per la SVPartei si sta diluendo nei rivoli di una nuova forma di democrazia fatta di contratti con i cittadini. Sempre Miglio spiegava come gli ordinamenti federali siano sistemi in cui si tratta e si negozia senza soste. Per i più attenti, quelle diciassette ore di camera di consiglio della terza commissione sono un segnale del cambiamento in atto nella provincia di Bolzano. Resta ancora l’ arroganza e lo stile di chi governa ma i tempi di una nuova realtà politica sudtirolese sono già scritti nel futuro.
L’ onda federalista giungerà quindi a Bolzano. È qui che se ben tradotta in lingua tedesca, potrebbe trovare il primo e vero passo nella sua realizzazione pratica. Certa politica parla ancora di autonomismi, ingessando completamente lo strumento più importante per il dialogo e la contrattazione con Roma: le commissioni dei sei e dei dodici. C’è chi, credo provocatoriamente, vorrebbe addirittura abolirle. Anche l’ancoraggio all’Austria è oggi una interpretazione senescente dell’ autonomia. Ecco che allora prende forma quella massa critica che chiede l autodeterminazione, avviando - più o meno consapevolmente- un processo di democratizzazione di fattura federalista.
L’unico che oggi sta lavorando, a Roma, per il nuovo Stato federale delle Dolomiti è il Ministro Roberto Calderoli. Un bergamasco che sa parlare il tedesco, il ladino e – quando si impegna- anche l italiano.
todeterminazione dei popoli. Plebisciti che consentirebbero oggi , nell’Unione Europea, una potenziale adesione o meglio appartenenza ad una macroregione che vada oltre la divisione dei confini degli Stati membri. Ma non è certo il Tirolo unito ciò che oggi, con questa UE, si potrebbe auspicare a breve. Semmai – e da subito, si dovrà lavorare per una maggiore forza di tipo federale per la Regione Trentino Alto Adige. La massa critica è già quasi pronta. Dai giovani verdi, passando per la nuova dirigenza SVP – il duo Theiner-Widmann pare riuscire a prendere il volo nel prossimo congresso- si arriva al tema caldeggiato da tempo dalla destra tedesca: l’autodeterminazione. Partendo da un forte senso di autonomismo, ormai ingessato , si è scatenato il senso pragmatico del voler scegliere, del bisogno di saper decidere. Si libera quel volere essere determinati partendo dalla libertà individuale dei singoli cittadini. Lo stesso Miglio scriveva di “Machtspruch”, concetto che fino ad ora è stato espressione della politica del partito di raccolta. La fedeltà indissolubile per la SVPartei si sta diluendo nei rivoli di una nuova forma di democrazia fatta di contratti con i cittadini. Sempre Miglio spiegava come gli ordinamenti federali siano sistemi in cui si tratta e si negozia senza soste. Per i più attenti, quelle diciassette ore di camera di consiglio della terza commissione sono un segnale del cambiamento in atto nella provincia di Bolzano. Resta ancora l’ arroganza e lo stile di chi governa ma i tempi di una nuova realtà politica sudtirolese sono già scritti nel futuro.L’ onda federalista giungerà quindi a Bolzano. È qui che se ben tradotta in lingua tedesca, potrebbe trovare il primo e vero passo nella sua realizzazione pratica. Certa politica parla ancora di autonomismi, ingessando completamente lo strumento più importante per il dialogo e la contrattazione con Roma: le commissioni dei sei e dei dodici. C’è chi, credo provocatoriamente, vorrebbe addirittura abolirle. Anche l’ancoraggio all’Austria è oggi una interpretazione senescente dell’ autonomia. Ecco che allora prende forma quella massa critica che chiede l autodeterminazione, avviando - più o meno consapevolmente- un processo di democratizzazione di fattura federalista.
L’unico che oggi sta lavorando, a Roma, per il nuovo Stato federale delle Dolomiti è il Ministro Roberto Calderoli. Un bergamasco che sa parlare il tedesco, il ladino e – quando si impegna- anche l italiano.

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