Sono sempre meno e soprattutto sono molto pochi i politici che usano un linguaggio pragmatico della politica. Intesa come domanda e risposta, complicazione e soluzione. Se prendiamo il contesto della situazione che si sta creando con l avanzata islamica, è riduttivo parlare di multiculturalismo. Una parola che fa parte del buonismo e del lassismo corrente che rende immobile ogni azione. È invece, proprio di azione che si ha bisogno per rilanciare in modo deciso la politica. I cittadini si domandano come arrivare a fine mese e la politica risponde con la stessa domanda, adattandola a slogan. Non si recepisce il contesto e si resta nella logica dei segni. Con il rischio di non avere mai un contatto diretto con i problemi reali. Possiamo, tornando al tema d’attualità, chiederci se certe affermazioni siano vere o false: Esiste il problema dell’invasione islamica; Questo islam ha nelle proprie leggi la conquista del territorio europeo; E’ scritto nel corano che i negroidi saranno schiavi;l islam vuole cancellare Israele; l’islam riconosce sono le religioni monoteiste come quelle ebraica e cristiana –escludendo tutte le altre- e ne chiede la conversione all’islam per la loro salvezza.
Questo islam accetta di affermare una sintesi fra l'umanità di una parte e l'umanità dell'altra parte?
Oggi si vive di belle parole nella politica, di simboli come le bandiere per la pace. Ma cosa significano, che hanno a che fare con una risposta, con una soluzione e quindi con l’azione, magari davvero pacifica o meglio definibile azione nonviolenta? Sorge spontaneo ricordare, quindi, le parole di Ghandi: ” quando si deve scegliere tra la codardia e la violenza, si deve scegliere la violenza. La violenza è migliore della codardia".

0 commenti:
Kommentar veröffentlichen