22 febbraio 2010 dieci anni. Ofra, luce dolce e pura.

Samstag, November 08, 2008

Politica provinciale: tra marcette e lumini.

Eccoci qua, caduti nel tranello che gli Schuetzen hanno saputo preparare bene. Sarebbe stato più bello vedere le teste piumate incontrare lungo la strada le "penne nere" degli alpini in grembiulino, armati di gnocco fritto e teroldego. Invece, Polizia da s(S)tato d'assedio, lumini in difesa del monumento alla vittoria. "Con questi fascisti la SVP non potrà mai fare una coalizione di governo", dirà domani l'Obmann agli stati generali della SVPartei.
Se qualcuno immaginava anche solo lontanamente una svolta verso il PDL, lunedì mattina ogni delegato SVP si presenterà con la maglietta biancorossa e la scritta Heimat, come ha sempre fatto negli ultimi 60 anni. Si perchè la SVP è un elefante (confermerà tutti gli assessori uscenti), un partito che non cambia da oltre mezzo secolo, se non con piccoli passi da tartaruga. Le rughe si vedono ma come tutte le testudo Hermanni (si potrebbe coniare alpinae), arrivano lungimiranti alla meta. Cosi nel 2013 saranno con un prevedibile 39-40% un partito con il quale fare conto per la coalizione che governerà fino al 2018 la provinicia di Bolzano. Arriveranno vivi e vegeti alla meta della democrazia comune a tutte le realtà europee. Il cambiamento della legge elettorale permetterà forse al PD di recuperare quei 3-5 punti senza i quali gli ex diessini sarebbero fuori dai giochi. Proprio i DS, però sono i più svantaggiati da questa concentrazione. A sinistra lasciano ormai delle briciole e i comunisti (carlini è ancora giovane) continueranno a fare la loro lista, fuori dai giochi. La partita per il PD è al centro, dove hanno appena lasciato l 'amaro in bocca. Quel centro che neppure il PDL riesce più ad afferrare. Lasciatosi sfuggire la parte liberale e moderata ha deciso di puntare sui voti personali e anche chi sosteneva il contrario ha di fatto tradito la causa, lasciando a casa molti voti utili al partito che l'aveva portato a Roma. Quindi troppi personalismi da una parte e dall'altra, oltre che al centro, hanno diviso l'elettorato italiano che compatterà in occasione delle elezioni nel 2013. Sei i due partiti principali sperano che bastino una legge elettorale e quaranta giorni di campagna elettorale per recuperare consensi e posizionarsi tra i banchi del parlamentino sudtirolese, fanno i conti senza la società civile. A bocce ferme, se i due principali partiti non si trasformeranno o se la società civile non produrrà una lista civica, il partito che potrebbe avvantaggiarsi di più sarebbe la Lega. Il partito del carroccio però, non affascina molto il centro, da sempre moderato sui temi della solidarietà. Oggi, però, la Lega è rappresentata in provincia di Bolzano da una consigliera, Elena Artioli, giovane e moderata. Una "Leghista" che ha ottenuto soprattutto un successo personale, partendo da una presenza politica in consiglio comunale con la SVP e lottando per i suoi figli mistilingui. E' lei che oggi rappresenta molte persone del ceto medio, abituati ad una vita agiata e disponibili al dialogo interculturale che dovranno fare i conti con una crisi che galoppa verso il segno negativo. Se la Lega saprà fornire una risposta concreta a un certo elettorato, allo stato delle cose, potrebbe essere determinante per la prossima coalizione. Sempre che non sia già previsto un posto in giunta già da martedì 11 novembre.