Donnerstag, Oktober 09, 2008
FB 2: Paola, un soffio d'aria fresca contro la flogosi prostatica cronica.
La flogosi prostatica cronica è una bella avventura per tutti gli uomini dopo gli anta. Era un bel pomeriggio, di quelli che il Sudtirolo conosce bene nel mese di ottobre. Il sole invitava alla gita sui monti e io mi trovavo nel caldo secco di un reparto di urologia, dove con numero alla mano, tanti signori di oltre mezza età ma anche più giovani, aspettavano una visita specialistica. La mia esperienza professionale quasi ventennale ormai, mi faceva resistere in quel luogo dove l'attesa e il caldo aumentava il volume di tante prostate. Salvando la mia, ormai non atrofizzata ma invece capace di lasciarsi scorrere sul ghiaccio della propria indifferenza ogni situazione, anche la più imbarazzante. Sono momenti in cui ti verrebbe comunque voglia di fuggire a prendere una boccata di aria fresca e classicamente cerchi una via di fuga verso il giardino dei fumatori. "siete in procinto di entrare in un ospedale senza fumo": i cartelli apposti alle entrate ufficiali sono espliciti della situazione dell'ospedale più proibizionista d'Italia. Ma è solo proibizionismo apparente, perchè sono le entrate secondarie, corredate da appositi posaceneri, ad essere le più frequentate da medici e infermieri. A parte questa divagazione sul mio vizio capitale e la breve ma gradita fumosa coccola in giardino provocata dai raggi solari, l'attesa era accompagnata dalle notizie che da facebook arrivavano sul mio cellulare. Proprio nel momento in cui il primario mi pregava di attenderlo, negandomi ormai ogni ultima possibilità di fuga improvvisa, arrivava un soffio di libertà. Un vero colpo d'aria fresca che avresti gradito anche trovandoti su una paradisiaca cima alpina. Era Paola, nuova amica che faceva capolino sui miei contatti di FB, arrivata in un momento in cui gli astanti brindavano con in mano un bicchierino dal contenuto paglierino per nulla misterioso. Non avrei mai avuto l'occasione di un incontro tale in quel contesto e, quindi, non mi rimaneva che ringraziare FB per il dono d'ossigeno arrivato via etere. Anche questo è il magico mondo di facebook. Nell'epoca delle chat e delle connessioni virtuali che si trasformano sempre in una situazione reale, quella di oggi aveva un nome. Grazie, Paola.

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