Samstag, Mai 29, 2010
Comunali/Bolzano: Con Spagnolli torna in scena il balletto.
Candido, non candido. Oggi giunta a 7 o giunta a 11? Il minuetto di Spagnolli si muove sempre sulle solite due mattonelle. Il giro completo di valzer è ancora un sogno incompiuto dell' amministrazione bolzanina. Spagnolli sa bene che una giunta a 7 lo porterebbe "sotto" nel giro di 12-18 mesi. La maggioranza a 27 conta sulla prova di fedeltà dei radicali - che si sono inventati, in stile pannelliano, un assessorato ad hoc per la Trevisan e su IDV che già era in odore di assessorato certo per il giovane figlio d' arte Degli Agostini - e che abilmente fa sponda all iniziativa radicale-. Se il PD di Spagnolli lascerà fuori l UDC del giovane Angelo Gennaccaro - figlio dell ex consigliere Francesco- sarà vita dura per la giunta che si sta cercando di costituire a Bolzano. Eppure la vittoria al primo turno con il 52% dei suffragi sembrava un risultato da far gioire qualsiasi Sindaco eletto. Tutto sommato il 32% del giovane Oberrauch, candidato per il centro destra, con pochi mesi di campagna elettorale alle spalle non si può neppure definire malaccio. Annunciavo nel mio post pre elettorale che non sarà tutto come prima. Solo una giunta a 11 potrebbe salvare la baracca ma il Sindaco ne uscirebbe con una maggioranza prodiana, zeppa di incarichi e prebende. Altro che ridurre le tasse e le tariffe sui servizi. Si vedrebbe costretto ad aggiustare il tiro, al rialzo. A qualcuno non è sfuggito l incarico alla Pasquali del PD per l assessorato all urbanistica. Tra le righe di un controllo da parte della SVP c'è un obiettivo preciso e prestabilito: scippare la competenza a chi non è ovviamente gradito in casa della stella alpina. Quindi il magico mondo di carta del Master Plan sarà ancora il leit motiv della prossima legislatura. L' asse SVP-Udc è ben salda e al contrario che in provincia, dove era molto attesa ed è finita senza un eletto per l UDC, in comune potrebbe assumere un suo peso. Dipenderà da quanto i piccoli digeriranno il boccone. E se proprio nel centro destra si parla di battibecchi e litigi, anche nella maggioranza tirerà aria di schizofrenia.
Freitag, Mai 14, 2010
MENO DUE AL GIORNO DEL GIUDIZIO POPOLARE.
PROGNOSI E DIAGNOSI DI UN CANDIDATO ALLE ELEZIONI COMUNALI.
IL VENTO, COMUNQUE VADA, É CAMBIATO.
Comunque vada servirá una cura. Se dovrá essere una cura dolce o invasiva lo deciderá l esito che uscirá dalle urne elettorali. A due giorni dal voto, é difficile prendersi l onere di fare un pronostico quando si é candidato in una delle 21 liste che si contenderanno l amministrazione di Bolzano alle urne. Giá il fatto in se di una contesa, e´sintomo che serva una cura. Ogni politico colto e illuminato che abbia memoria di tempi migliori, sarebbe piú propenso a parlare di scelta. Magari popolare. A decidere sia il popolo se questa elite che ha amministrato fino ad oggi vada sostituita dall´alternativa che si propone. Certo a Bolzano serve una vera alternanza, capace di cancellare il vecchio ma anche di rilanciarlo a nuove prove. A Mantova sono serviti 60 anni per creare i presupposti di alternanza alla solita nomenclatura. A Bolzano forse sará necessario ancora un lustro o piú probabilmente un´altro semestre o due tre anni. Saranno mesi o anni durante i quali dal palcoscenico della politica saranno proposte nuove bozze di copione. Un risultato questo che va oltre il segno della speranza ma entra, in modo anche deciso, in un ottica piú scientifica e reale.
Non sará piú tutto come prima. Assisteremo un paio di volte a settimana a veri e propri spettacoli fino ad oggi quasi mai visti. La maggioranza dovrá ingoiare le pillole di opposizione anche interna e la minoranza avrá forze fresche di chi vuole cambiare. Escludendo - ma anche non escludendo nei piccoli fatti - grandi coalizioni che avrebbero quale risultato l indebolire chi ci sta dentro, assisteremo a un vero cambiamento della politica cittadina. Strettamente collegata alla trasformazione sul piano provinciale. L´attuale elite é ormai arroccata da anni su una forma di autonomia giunta a fine ciclo, tanto da essere considerata frammentaria. Una schizofrenia politica che vede crescere al proprio fianco una nuova elite che cerca unitá. Ma non sará un unitá a tutti i costi. Vincerá quella compagine che propone il nuovo vento di cambiamento. Saranno le persone capaci di tutto a rimpiazzare i capaci di nulla. Da candidato accetteró ogni volontá degli elettori: ripromettendo ancora prima a me stesso che il ferro va continuato a battere quando é caldo.
IL VENTO, COMUNQUE VADA, É CAMBIATO.
Comunque vada servirá una cura. Se dovrá essere una cura dolce o invasiva lo deciderá l esito che uscirá dalle urne elettorali. A due giorni dal voto, é difficile prendersi l onere di fare un pronostico quando si é candidato in una delle 21 liste che si contenderanno l amministrazione di Bolzano alle urne. Giá il fatto in se di una contesa, e´sintomo che serva una cura. Ogni politico colto e illuminato che abbia memoria di tempi migliori, sarebbe piú propenso a parlare di scelta. Magari popolare. A decidere sia il popolo se questa elite che ha amministrato fino ad oggi vada sostituita dall´alternativa che si propone. Certo a Bolzano serve una vera alternanza, capace di cancellare il vecchio ma anche di rilanciarlo a nuove prove. A Mantova sono serviti 60 anni per creare i presupposti di alternanza alla solita nomenclatura. A Bolzano forse sará necessario ancora un lustro o piú probabilmente un´altro semestre o due tre anni. Saranno mesi o anni durante i quali dal palcoscenico della politica saranno proposte nuove bozze di copione. Un risultato questo che va oltre il segno della speranza ma entra, in modo anche deciso, in un ottica piú scientifica e reale.
Non sará piú tutto come prima. Assisteremo un paio di volte a settimana a veri e propri spettacoli fino ad oggi quasi mai visti. La maggioranza dovrá ingoiare le pillole di opposizione anche interna e la minoranza avrá forze fresche di chi vuole cambiare. Escludendo - ma anche non escludendo nei piccoli fatti - grandi coalizioni che avrebbero quale risultato l indebolire chi ci sta dentro, assisteremo a un vero cambiamento della politica cittadina. Strettamente collegata alla trasformazione sul piano provinciale. L´attuale elite é ormai arroccata da anni su una forma di autonomia giunta a fine ciclo, tanto da essere considerata frammentaria. Una schizofrenia politica che vede crescere al proprio fianco una nuova elite che cerca unitá. Ma non sará un unitá a tutti i costi. Vincerá quella compagine che propone il nuovo vento di cambiamento. Saranno le persone capaci di tutto a rimpiazzare i capaci di nulla. Da candidato accetteró ogni volontá degli elettori: ripromettendo ancora prima a me stesso che il ferro va continuato a battere quando é caldo.
Mittwoch, Juli 01, 2009
Maroni ci ha capito, ora sta a tutti noi capire.
Arriva il Ministro dell´Interno Roberto Maroni a Bolzano e mi sorge spontanea la massima che recita: chi non rischia mai nulla, nulla ottiene. Il coraggio di un Ministro che solo il caso vuole sia un leghista, riuscirá ad innescare quel processo di sinergia tra i tre gruppi linguistici e le tre culture di questa terra. Quando finirá l´agorá mediatica delle parole, dette prima a Palazzo Widmann e trascritte poi sulle pagine dei giornali, ci aspetteremo i fatti. Ma se ognuno non rischierá nulla, nulla potrá avvenire. Per ora un sentito grazie al Ministro coraggioso che ha saputo capirci e che dovremmo incominciare, davvero, a capire. 


cd
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Donnerstag, Mai 28, 2009
Politica provinciale: ormai il vento è cambiato.
Il futuro politico del Sudtirolo? Rischia di essere già nelle mani della magistratura e questo non è necessariamente un bene per la politica. Sull asse dell’ Autobrennero sta tirando da tempo una brezza giustizialista. Per la verità si tratta di un vento che sta girando. Per i velisti più esperti e sensibili il vento che gira è qualcosa che se non si riesce ad anticipare di un soffio, si deve quantomeno governare con estrema rapidità. Al contrario si rischia di perdere il governo della barca e se va bene si dimezzano i nodi della crociera. Trasferito in politica si può andare incontro ad un immobilismo che può durare nel tempo. A volte troppo. Quando si arriva alla crisi, il sistema che non la riconosce implode. Sta succedendo alla SVP, partito che nasce per la raccolta della minoranza sudtirolese, con una lunghissima storia alle spalle costruita sul continuismo e su basi che fino ad oggi apparivano solide. Ma quando arriva il tempo di cambiare, di anticipare il cambiamento di vento e di aggiustare la rotta, occorre saper osare, giocare d anticipo o reagire rapidamente. Il cambiamento della dirigenza del partito è stato deciso da chi il partito lo ha messo in crisi. Certo non bastano quattro paginette sul quotidiano d informazione espressione del partito che osanna il duo alla nuova carica di dirigenza suprema ma non ne informa sui limiti e sui pericoli che stanno per trasformarsi in uno tsunami. In un sistema in cui l informazione è carente e concentrata si rischia di più. Aumentare l’ informazione sarà il primo passo, finora mai compiuto anche se a volte tentato, per uscire dalla crisi del sistema. Dieci anni di nuova informazione nel mondo tedesco hanno creato un humus culturale del confronto, colmato il bisogno recondito di informazione, di notizia, di verità, di conoscenza e sapere. Finora il sistema giustizialista è stato nelle mani della politica, all’interno dei partiti. Oggi rischia di finire nelle mani della magistratura, senza passare per un reale cambiamento culturale della politica.
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Sonntag, März 22, 2009
Autonomismo/autodeterminazione/ federalismo: perché l’azione di Calderoli fa bene a Bolzano.
Innanzitutto, tutto ciò che seguirà nelle prossime righe necessita una doverosa citazione per il “decalogo di Assago” al quale si ispirano le fondamenta del pensiero leghista. Il Professor Gianfranco Miglio, Senatore scomparso nel 2001, partiva dalle autonomie nella costituenda Unione Italiana. I plebisciti posti all’articolo tre – che prevedeva un’allineamento delle regioni a statuto ordinario alle competenze delle speciali- richiamano al diritto di autodeterminazione dei popoli. Plebisciti che consentirebbero oggi , nell’Unione Europea, una potenziale adesione o meglio appartenenza ad una macroregione che vada oltre la divisione dei confini degli Stati membri. Ma non è certo il Tirolo unito ciò che oggi, con questa UE, si potrebbe auspicare a breve. Semmai – e da subito, si dovrà lavorare per una maggiore forza di tipo federale per la Regione Trentino Alto Adige. La massa critica è già quasi pronta. Dai giovani verdi, passando per la nuova dirigenza SVP – il duo Theiner-Widmann pare riuscire a prendere il volo nel prossimo congresso- si arriva al tema caldeggiato da tempo dalla destra tedesca: l’autodeterminazione. Partendo da un forte senso di autonomismo, ormai ingessato , si è scatenato il senso pragmatico del voler scegliere, del bisogno di saper decidere. Si libera quel volere essere determinati partendo dalla libertà individuale dei singoli cittadini. Lo stesso Miglio scriveva di “Machtspruch”, concetto che fino ad ora è stato espressione della politica del partito di raccolta. La fedeltà indissolubile per la SVPartei si sta diluendo nei rivoli di una nuova forma di democrazia fatta di contratti con i cittadini. Sempre Miglio spiegava come gli ordinamenti federali siano sistemi in cui si tratta e si negozia senza soste. Per i più attenti, quelle diciassette ore di camera di consiglio della terza commissione sono un segnale del cambiamento in atto nella provincia di Bolzano. Resta ancora l’ arroganza e lo stile di chi governa ma i tempi di una nuova realtà politica sudtirolese sono già scritti nel futuro.
L’ onda federalista giungerà quindi a Bolzano. È qui che se ben tradotta in lingua tedesca, potrebbe trovare il primo e vero passo nella sua realizzazione pratica. Certa politica parla ancora di autonomismi, ingessando completamente lo strumento più importante per il dialogo e la contrattazione con Roma: le commissioni dei sei e dei dodici. C’è chi, credo provocatoriamente, vorrebbe addirittura abolirle. Anche l’ancoraggio all’Austria è oggi una interpretazione senescente dell’ autonomia. Ecco che allora prende forma quella massa critica che chiede l autodeterminazione, avviando - più o meno consapevolmente- un processo di democratizzazione di fattura federalista.L’unico che oggi sta lavorando, a Roma, per il nuovo Stato federale delle Dolomiti è il Ministro Roberto Calderoli. Un bergamasco che sa parlare il tedesco, il ladino e – quando si impegna- anche l italiano.
Mittwoch, Februar 11, 2009
Israele, un abbraccio.
Quel viaggio con Noa. Sul volo El Al da Roma a Tel Aviv, in un tiepido fine ottobre. Mancava solo cantasse, quando è riuscita a dialogare con tutti i passeggeri sul quel volo che portava una speranza, molto italiana, di pace e prosperità.
Noa, una voce d’Israele. Rientrava da un concerto a Roma ma non dal Papa tedesco, ormai distante da quel dialogo di chi sapeva avvicinare genti e religioni.
Noa. Quella voce d’Israele che sostiene una donna che rincorre il dialogo e viene costretta alle azioni che restano lontane dai nostri sogni.
Noa, una Voce yemenita d’Israele. Voce di vite vissute, di vite conosciute ad ogni viaggio che mi hanno visto carezzare quella terra così vicina a me e tenuta così lontana dall’Europa.
Fuga da Gaza, dove potrebbe regnare la ricchezza, l’autonomia che già ho vissuto e vivo da quello stesso momento in cui ho iniziato la mia vita.
Tzipi Auguri, Netanyahu Auguri, Liebermann Auguri, nel momento in cui vorrei essere tra il mare e il Giordano a difendere ognuno di noi che riflette ancora e sempre sull’avervi lasciati troppo soli.
Noa, una voce d’Israele. Rientrava da un concerto a Roma ma non dal Papa tedesco, ormai distante da quel dialogo di chi sapeva avvicinare genti e religioni.
Noa. Quella voce d’Israele che sostiene una donna che rincorre il dialogo e viene costretta alle azioni che restano lontane dai nostri sogni.
Noa, una Voce yemenita d’Israele. Voce di vite vissute, di vite conosciute ad ogni viaggio che mi hanno visto carezzare quella terra così vicina a me e tenuta così lontana dall’Europa.
Fuga da Gaza, dove potrebbe regnare la ricchezza, l’autonomia che già ho vissuto e vivo da quello stesso momento in cui ho iniziato la mia vita.
Tzipi Auguri, Netanyahu Auguri, Liebermann Auguri, nel momento in cui vorrei essere tra il mare e il Giordano a difendere ognuno di noi che riflette ancora e sempre sull’avervi lasciati troppo soli.
Montag, Februar 02, 2009
Kunstpass, anno intenso
DOMENICA, 01 FEBBRAIO 2009 Quotidiano ALTO ADIGE
Pagina 20 - Agenda
Kunstpass, anno intenso
BOLZANO. L’ associazione Kunstpass compie il primo, più che soddisfacente anno di attività. In poco tempo, può infatti registrare un nutrito programma di eventi e manifestazioni svolti all’insegna della promozione culturale. Idee e progetti, realizzati in modalità multidisciplinare, hanno incontrato ottimi riscontri e lasciato importanti segni nel tessuto culturale del territorio. L’ intento dell’ associazione è quello di mettere in luce giovani autori emergenti e di farlo attraverso iniziative che non siano solo fini a se stesse, ma che, coinvolgendo anche persone ed enti esterni al circondario locale, contribuiscano sia all’ evoluzione della cultura che ad operazioni concrete di sviluppo infrastrutturale nei vari ambiti del sociale. Numerose e importanti le proposte di Kunstpass nel 2008, tra cui la mostra dellei gigantografie di Andreas Nestl in piazza Domenicani e all’ Università di Bolzano “Twilight Gamblers”(140 ritratti di volti noti della società altoatesina); l’ “Incontro tra pittura e fotografia”, allestito presso la Piccola Galleria Civica; la pubblicazione del libro fotografico “Mother Earth” di Andreas Nestl; “Elezioni Creative”, il miglior manifesto e la miglior inserzione elettorale in collaborazione con i quotidiani Dolomiten e Alto Adige; il Concorso fotografico “Luci di Natale”in collaborazione con il Curatorio per i Beni Tecnici Culturali, l’Az. di Sog., la SASA, il Comune di Bolzano (tuttora in atto). Nel tracciare questo primo bilancio, il presidente dell’ associazione, Claudio Calabrese ha sollevato anche qualche tono critico nei confronti della mano pubblica, “burocratica e non conforme con le dinamiche di un gruppo giovane e “vincente” come Kunstpass”. Un plauso invece ai privati, commercianti e professionisti bolzanini che si interessano d’ arte e che hanno reso possibili molte iniziative. Tra questi, l’ avvocato Giorgio Albarello e il notaio Umberto Russo, il quale ha messo a disposizione il suo spazio “Arte in Casa” di via Fago, luogo privato che esclude interessi commerciali o speculazioni, bensì inteso a promuovere l'arte e gli artisti che meritano, senza tener conto di notorietà, provenienza o altro. (s.p.)
Pagina 20 - Agenda
Kunstpass, anno intenso
BOLZANO. L’ associazione Kunstpass compie il primo, più che soddisfacente anno di attività. In poco tempo, può infatti registrare un nutrito programma di eventi e manifestazioni svolti all’insegna della promozione culturale. Idee e progetti, realizzati in modalità multidisciplinare, hanno incontrato ottimi riscontri e lasciato importanti segni nel tessuto culturale del territorio. L’ intento dell’ associazione è quello di mettere in luce giovani autori emergenti e di farlo attraverso iniziative che non siano solo fini a se stesse, ma che, coinvolgendo anche persone ed enti esterni al circondario locale, contribuiscano sia all’ evoluzione della cultura che ad operazioni concrete di sviluppo infrastrutturale nei vari ambiti del sociale. Numerose e importanti le proposte di Kunstpass nel 2008, tra cui la mostra dellei gigantografie di Andreas Nestl in piazza Domenicani e all’ Università di Bolzano “Twilight Gamblers”(140 ritratti di volti noti della società altoatesina); l’ “Incontro tra pittura e fotografia”, allestito presso la Piccola Galleria Civica; la pubblicazione del libro fotografico “Mother Earth” di Andreas Nestl; “Elezioni Creative”, il miglior manifesto e la miglior inserzione elettorale in collaborazione con i quotidiani Dolomiten e Alto Adige; il Concorso fotografico “Luci di Natale”in collaborazione con il Curatorio per i Beni Tecnici Culturali, l’Az. di Sog., la SASA, il Comune di Bolzano (tuttora in atto). Nel tracciare questo primo bilancio, il presidente dell’ associazione, Claudio Calabrese ha sollevato anche qualche tono critico nei confronti della mano pubblica, “burocratica e non conforme con le dinamiche di un gruppo giovane e “vincente” come Kunstpass”. Un plauso invece ai privati, commercianti e professionisti bolzanini che si interessano d’ arte e che hanno reso possibili molte iniziative. Tra questi, l’ avvocato Giorgio Albarello e il notaio Umberto Russo, il quale ha messo a disposizione il suo spazio “Arte in Casa” di via Fago, luogo privato che esclude interessi commerciali o speculazioni, bensì inteso a promuovere l'arte e gli artisti che meritano, senza tener conto di notorietà, provenienza o altro. (s.p.)
Montag, Januar 26, 2009
Il Signor Durnwalder e la Signora Artioli
Kaiser Luis è abituato a certe prese di posizione con le donne. Quando le reputa troppo ribelli, usa la clava. Lo ha sempre fatto all’interno del suo partito e da Re delle centomila preferenze, si sente di poterlo fare anche con tutto il mondo femminile che si permette troppa libertà. L’unica che è riuscita a convivere pazientemente con il presidente della giunta sudtirolese è stata Luisa Gnecchi, che ha sfiorato il “gusto” della clava quando si ricordava di venire da un mondo anche femminista. Con il Kaiser non si scherza. Se le sue imprese hanno bisogno di extracomunitari lui costruisce case con moschea annessa. Per il Signor Durnwalder è diventata scomoda, quella impunita di consigliera Artioli. Giovine di fresca elezione, ma con un coraggio da leone. O meglio da leonessa. Manda a casa del Signor Durnwalder un orda di islamici e non paga, scende in piazza coi forconi , dichiarando aperto l anno hoferiano del plurilinguismo. Un eroina dei giorni nostri, una strega in tempi più bui. Tutte le donne di Luis. Potrebbe diventare il titolo di un libro. Ancora non sappiamo come finirà la “love story” presidenziale iniziata con Capelliebasta e che oggi vede l’apparizione di Tuttidaelenailsabatosera. Quella Elena che ha fatto le boccacce al signor Luis, subito pronto a dirlo al Maestro Calderoli, come un buon primo della classe. E intanto ha chiuso la signora Artioli nello sgabuzzino dei penitenti, sperando che il maestro la bocci con un 5 in condotta. Ma il Signor Durnwalder dimentica che nessuno nasce imparato e per le donne meglio del bastone c’è sempre un fiore. Allora Durnwalder, persona sagace e intelligente, potrebbe sulla soglia dei settanta, scoprirsi galantuomo. Offrendo una bella reggia e maggior attenzione, per l’animo sensibile e pragmatico della Regina Elena.
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